Entrata in Aitek nel 1993, quando l’azienda era ancora una realtà piccolissima e l’ufficio amministrazione era tutto da costruire, Sandra Lastraioli è oggi un punto di riferimento professionale e umano imprescindibile. Abbiamo chiacchierato con lei per ripercorrere la sua evoluzione professionale e, in parallelo, quella della nostra azienda.
Sandra, sei in Aitek da trentatré anni e conosci bene le dinamiche interne. Com’è cambiato il clima lavorativo rispetto agli inizi?
“All’inizio eravamo pochissimi e tutto era basato su rapporti quasi esclusivamente amichevoli e informali. Negli anni siamo cresciuti tantissimo e di conseguenza le dinamiche sono diventate più complesse, ci sono normative, strumenti gestionali e aspetti fiscali che richiedono un’attenzione rigorosa. Eppure, nonostante la crescita e il naturale ricambio generazionale, lo spirito di Aitek non è cambiato. Vedere i giovani crescere, acquisire competenze e trasformarsi in professionisti è una soddisfazione immensa. Quello che resta intatto è il desiderio di collaborare, l’ascolto reciproco e la condivisione di idee: sono questi i fattori che muovono concretamente l’azienda ogni giorno.”
Parlando della vita in azienda, come si è evoluta la parità di genere e quanto è difficile oggi per una donna accedere a ruoli di responsabilità?
“Il problema, a mio avviso, ha radici profonde, è nella formazione e in un retaggio culturale che vede ancora le cosiddette discipline STEM come un ambito prevalentemente maschile. Ricordo ancora quando lo scorso anno ospitammo una classe di un Istituto Tecnico genovese: su venti studenti, soltanto due erano ragazze! Questo pregiudizio invisibile allontana molti talenti femminili prima ancora che inizino a confrontarsi con le materie scientifiche.”
“Anche su questo campo, in Aitek abbiamo scelto di andare controcorrente, perché in ogni funzione, in ogni team di progetto, sono presenti donne anche a livello di Project Manager, un dato di fatto che è per noi fonte di orgoglio e ispirazione. Anche a livello formativo, crediamo che l’innovazione non possa esistere senza inclusione ed è per questo che alcune nostre colleghe partecipano fattivamente a iniziative, in collaborazione con le Istituzioni locali, per abbattere il divario di genere nelle carriere scientifiche, andando nelle scuole per raccontare le proprie esperienze lavorative in settori a torto ritenuti esclusivamente maschili”.
In questo senso, la certificazione per la parità di genere UNI/PdR 125:2022 cosa rappresenta per te?
“Ne siamo estremamente fieri. Questo percorso, iniziato due anni fa, non è solo un certificato da appendere, ma rappresenta un impegno concreto, quotidiano. Puntiamo ad assicurare la massima qualità del lavoro femminile, a favorire la trasparenza dei processi, a e a tutelare la maternità. Il divario contributivo non è mai esistito in Aitek. Sappiamo che il modello sociale odierno mette spesso le donne di fronte a scelte difficili tra carriera e famiglia; in Aitek vogliamo dimostrare che l’indipendenza economica e l’ambizione non devono essere in contrasto con la serenità personale.”
Sei percepita come un punto di riferimento che va oltre l’organigramma. Quanto conta questa sensibilità umana per il successo di Aitek?
“Il mio ruolo copre quasi tutto, dalle piccole necessità quotidiane dell’ufficio alla gestione fiscale, fino alla ricerca di fondi per nuovi progetti o investimenti. Ma la parte che considero cruciale è la disponibilità verso le problematiche personali dei colleghi, anche laddove l’azienda non sarebbe formalmente tenuta a intervenire. Credo fermamente che conciliare al meglio le esigenze tra casa e lavoro sia un elemento imprescindibile per la nostra competitività.”
Guardando al domani, come immagini l’evoluzione di Aitek e quanto sarà importante preservare questa componente relazionale?
Aitek è oggi un modello di PMI altamente qualificata, capace di sviluppare tecnologie d’avanguardia offrendo al contempo flessibilità e opportunità che, spesso, in realtà più grandi e strutturate sono difficili da trovare. Il mio augurio è che si continui su questa strada, mantenendo sempre vivo quel legame umano che ci rende unici. La tecnologia è il nostro core business, ma sono le persone, con le loro storie e il loro benessere, a permetterci di guardare al futuro con fiducia.”
“In fondo, la mia più grande soddisfazione professionale rimane proprio questa: vedere il sorriso e la gratitudine di un collega che viene da me per chiedere come affrontare un problema anche personale e, finalmente, trova l’appoggio e la soluzione che cercava.”
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