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40 ANNI DI AITEK! 1996, IL PRIMO SISTEMA DIGITALE DI VIDEOSORVEGLIANZA

By 20 Maggio 2026No Comments

La videosorveglianza è uno dei core business di Aitek. Una lunga avventura che ha visto coinvolti decine di colleghi, partner, clienti, fornitori in un percorso che ha visto notevoli cambiamenti dell’informatica e della tecnologia. Tutto nasce nel 1996 con la voglia di dar vita a qualcosa di nuovo mettendo a frutto tutte le esperienze accumulate al LiraLAB del DIST (Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Genova) legate soprattutto alla robotica, alla visione artificiale, alla gestione di immagini su minicomputer basati sul sistema operativo UNIX.

La prima richiesta

La Digital Equipment Corporation italiana che già ci conosceva, ci chiese di realizzare un registratore video digitale per applicazioni di videosorveglianza bancaria. Una soluzione allora del tutto nuova perché solitamente le registrazioni avvenivano su videocassette VHS. Cominciavano ad apparire dei videoregistratori digitali ma sempre come prodotti ad-hoc, con hardware, algoritmi di compressione e sistemi operativi proprietari. Nessuno aveva ancora realizzato un videoregistrazione basato su Personal Computer e sistema operativo General Purpose: una soluzione completamente informatica.

La Digital ha fatto la storia dell’informatica mondiale. Noi avevamo studiato informatica e lavorato al LiraLAB proprio su computer Digital; per questo, quella richiesta ci riempì di orgoglio e la considerammo una sfida da non lasciarsi scappare.

La prima realizzazione

Così la prima realizzazione nacque per venire incontro ad un progetto in ambito bancario che richiedeva tassativamente l’utilizzo di un sistema operativo Microsoft Windows.

La scelta cadde sull’appena rilasciato Windows NT 4.0, sull’algoritmo di compressione da noi interamente realizzato in aderenza allo standard H.263 e su un Personal Computer “IBM compatibile” dotato di una scheda di acquisizione per segnali video analogici PAL, modem e scheda di rete. Un videoregistratore connesso alla rete, nel 1996.

L’interfaccia di uso e manutenzione era grafica in stile Windows, una novità per l’epoca dove ancora si utilizzavano telecomandi, pulsantiere o monitor in bianco e nero con interfaccia a carattere.

Fu la prima realizzazione, ma portava già in sé il seme del nostro futuro e della moderna videosorveglianza. Includeva già: compressione video standard e ad alta efficienza; oscuramento e miglioramento della nitidezza su specifiche porzioni d’immagine; motion detector e scheduler orario (con calcolo automatico del Lunedì di Pasqua!). Il sistema offriva inoltre la visualizzazione delle registrazioni su timeline con evidenziati gli allarmi di motion detector, un player con zoom digitale ed esportazione di filmati, oltre a una manualistica completa online e un simulatore per l’addestramento degli operatori. Il tutto accessibile sia localmente che da remoto, via modem o su rete LAN.

La prima volta che lo presentammo al responsabile della sicurezza di una delle maggiori banche italiane, eravamo in una stanza piena zeppa di videoregistratori e videocassette. Quando lo vedemmo prendere il mouse con due mani per spostarlo, come se fosse un cucciolo, capimmo che sarebbe servito del tempo per cambiare il modo di gestire la sicurezza…

La sfida del satellite

La fine del millennio ci presentò una nuova sfida: realizzare un sistema di videosorveglianza completo per le aree di servizio della Salerno-Reggio Calabria. Il collegamento a queste aree sarebbe avvenuto tramite satellite; di conseguenza, la codifica video doveva garantire la massima efficienza. La richiesta proveniva da una delle più importanti aziende genovesi del gruppo Finmeccanica: l’ELSAG di allora. La nostra soluzione, basata sempre su PC e Microsoft Windows NT 4.0, entrò in competizione con i grandi player dell’epoca. Alla fine la spuntammo noi, grazie all’efficienza del nostro sistema di compressione H.263, alla nostra flessibilità e alla competenza nel realizzare soluzioni su misura per il progetto. Una caratteristica che ci ha sempre contraddistinto.

Il passaggio a Linux

Il nuovo millennio si aprì con una scelta importante: Linux era ormai maturo e pronto per essere utilizzato nelle nostre soluzioni. Le competenze acquisite negli anni dell’università con UNIX ci facilitarono il compito. Nacque così il nostro sistema Aitek Linux Embedded che, insieme al nostro server web embedded WebStar, sarebbe diventato il cuore dei nostri sistemi di videosorveglianza, e non solo. Quel periodo segnò anche una svolta cruciale: l’interfaccia utente non sarebbe più stata un’applicazione per Microsoft Windows, ma un’interfaccia web, visibile da qualsiasi browser e sistema operativo. Erano i primi anni 2000… e qualcuno non ci è arrivato ancora adesso.

Dalle montagne ai videowall: la Torino-Bardonecchia

Dopo le esperienze nel settore bancario e nelle aree di servizio, il passo successivo fu la realizzazione di un nuovo sistema di videosorveglianza digitale per l’autostrada Torino-Bardonecchia. Sostituimmo un vecchio impianto analogico caratterizzato da decine di monitor ammonticchiati nella sala controllo, introducendo moderni videowall. Fu un passo importante: l’affidabilità doveva essere massima, poiché il sistema di Aitek avrebbe assicurato il controllo visivo dell’intera tratta. Già allora eravamo estremamente attenti alla privacy. Durante le fasi di sviluppo e test, per evitare di riprendere i colleghi con le telecamere, eravamo soliti acquisire i segnali televisivi. Fu proprio così che assistemmo in diretta all’attacco alle Torri Gemelle: stavamo testando la fluidità delle immagini del nostro sistema sintonizzati sulla CNN…

La famiglia si allarga, nasce AiVu

Era diventato evidente che il singolo apparato di registrazione e streaming live non bastasse più. Era necessario completare l’offerta con prodotti diventati indispensabili: un sistema di ricezione e visualizzazione dei flussi video su grandi schermi, un VMS (Video Management System) per la gestione di grandi impianti e, soprattutto, un sistema di videoanalisi evoluto. Quest’ultimo doveva andare oltre il semplice motion detection presente fin dalla prima release, per consentire il rilevamento di situazioni di pericolo come auto contromano, code o presenza di fumo.

Questa suite di prodotti aveva bisogno di un nome d’impatto. Fino ad allora ogni nuova realizzazione prendeva un acronimo diverso: DVS, VSR, VRF, VDP. Decidemmo di fare ordine: nacque così il brand AiVu.

In viaggio con AiVu: dai trasporti alle infrastrutture critiche

Ormai la suite di prodotti era completa. Nel corso del primo decennio degli anni 2000, l’utilizzo dei nostri sistemi si diffuse rapidamente, soprattutto nell’ambito delle infrastrutture critiche, dove l’affidabilità delle soluzioni e la flessibilità nell’integrazione con altri sottosistemi erano qualità molto apprezzate.

Nacquero così progetti per il controllo di ferrovie, metropolitane, ascensori, funicolari e persino navi militari. Molti di questi impianti sono tuttora attivi e manutenuti da noi; alcuni hanno ormai superato la maggiore età…

Quel periodo registrò anche un curioso ritorno al passato: realizzammo per ANAS una versione Microsoft Windows XP Embedded del nostro registratore, destinata a essere installata a bordo di un migliaio di mezzi operativi. Un sistema solido, che rimase in funzione per circa un decennio.

L’approdo nei grandi Terminal Portuali

Un capitolo a parte meritano i terminal portuali, tra le infrastrutture critiche più complesse e strategicamente importanti che abbiano beneficiato della suite AiVu. Gestire la videosorveglianza in un porto non significa solo monitorare ampi spazi aperti in condizioni meteo e di luce spesso proibitive, ma anche integrare la sicurezza logistica con quella doganale. In contesti così dinamici e intrinsecamente pericolosi, caratterizzati dalla movimentazione continua di merci e mezzi pesanti, i nostri sistemi svolgono un ruolo cruciale anche nel tutelare e migliorare la sicurezza sul lavoro, aiutando a prevenire incidenti e a monitorare le aree operative più a rischio.

Nel corso degli anni abbiamo firmato diverse realizzazioni in questo settore, strutturando sistemi capaci di supportare il controllo dei varchi, il tracciamento dei flussi logistici e la protezione delle aree sensibili. La maggior parte di questi impianti è stata costantemente mantenuta ed evoluta nel tempo, accompagnando i terminal verso le più moderne soluzioni tecnologiche di ripresa e videoanalisi. Si tratta di sistemi che vantano ormai una storia più che decennale, a testimonianza di una robustezza progettuale capace di resistere all’usura del tempo e alle sfide di ambienti altamente industriali.

I progetti di ricerca e l’espansione internazionale

Aitek nasce come spin-off di un laboratorio di ricerca universitario di robotica e visione artificiale, e questo DNA ha continuato a caratterizzarci nel corso degli anni. È grazie a questa solida impronta scientifica che l’evoluzione della piattaforma AiVu è avvenuta attraverso ambiziosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, che ci hanno permesso di ideare, testare e sperimentare soluzioni sempre più avanzate di videoanalisi intelligente. Forte di questa spinta innovativa, la piattaforma è diventata un punto di riferimento per numerosi system integrator. AiVu è stata così scelta per la messa in sicurezza di grandi infrastrutture di trasporto – autostrade, ferrovie e metropolitane – in ogni angolo del globo: dalla Danimarca al Canada, dagli Emirati Arabi al Kuwait, fino a Russia, Perù, Francia, Portogallo ed Egitto.

La videoanalisi intelligente

L’evoluzione della nostra piattaforma è avvenuta anche grazie a progetti di ricerca nazionali ed internazionali, che ci hanno consentito di ideare e sperimentare soluzioni sempre nuove. Tuttavia, è stato l’incremento delle prestazioni di calcolo avvenuto negli ultimi dieci anni a permetterci di realizzare ciò che fino ad allora era possibile solo sulla carta: una videoanalisi intelligente basata su reti neurali, affidabile e soprattutto utile per la sicurezza delle persone. L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale ha impresso una straordinaria accelerazione ai nostri risultati.

Oggi i nostri algoritmi non si limitano a osservare, ma elaborano scenari complessi in tempo reale per proteggere la vita di chi viaggia o lavora: contiamo mezzi e persone per ottimizzare i flussi e prevenire i sovraffollamenti; rileviamo fumo e veicoli contromano sulle tratte stradali per attivare soccorsi immediati; segnaliamo la presenza di pedoni in aree pericolose o vietate, riducendo drasticamente il rischio di incidenti. Tutto quello che progettiamo e realizziamo ruota attorno a un unico obiettivo fondamentale: la salvaguardia e la sicurezza delle persone. Per noi si è trattato di un traguardo straordinario: finalmente potevamo vedere in funzione, nella realtà di tutti i giorni, concetti e visioni che avevamo studiato e teorizzato trent’anni prima.

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